Innesto nell’ulivo: quando, come e perchè farlo

Cos’è un innesto nell’ulivo?  L’innesto è una tecnica che consiste nell’ unire tra loro i tessuti di due piante della stessa specie. Il “portainnesto” è la pianta che viene selezionata su cui si andrà ad eseguire l’innesto; l’altra parte viene chiamata  marza nesto ed è la porzione di legno che preleviamo per poter moltiplicare le piante con la tecnica dell’innesto. Con la tecnica dell’innesto la marza va “impiantata” sul  portainnesto e viene scelta in base alle caratteristiche che più si addicono alle nostre esigenze. Alcune cultivar  possono essere più robuste e resistenti a malattie, altre producono frutti di qualità migliore altre hanno una resa maggiore, inoltre  le piante innestate entrano in produzione  prima rispetto a quelle cresciute da seme o talea.

 

 

Esistono diversi tipi di innesto per l’ulivo:

  • A corona
  • A linguetta o spacco inglese
  • A pezza o tassello

A corona: Il  periodo più idoneo per praticare gli innesti a corona dell’ ulivo è Marzo/Aprile, quando   le piante sono “in succhio”, in modo che la corteccia del portainnesto si stacchi facilmente dal cambio. Per ottenere un innesto con successo, tagliare la porzione di ramo lunga una decina di cm e dotata di 2/3 gemme, il taglio deve essere fatto diagonalmente, e deve essere appuntito, quindi fare un’incisione verticale sul portainnesto scegliendo la zona priva di nodosità;  sollevando la corteccia, inserire la marza nel portainnesto, facendo coincidere  i tessuti; per far sì che siano bene a contatto col portainnesto, legarle strettamente con un nastro  per innesti ( io uso il nastro isolante degli elettricisti va bene lo stesso) e coprire i tagli con del mastice per innesti. In mancanza del mastice si può coprire con un sacchetto di plastica per un paio di settimane.

Una variante è l’innesto a becco di clarino o becco di luccio.

A linguetta (o spacco inglese): come per l’innesto a corona il periodo più adatto è Marzo /Aprile e la marza deve essere lunga una decina di  centimetri e dotata di 2/3 gemme; il portainnesto e la marza devono essere  dello stesso diametro. Si esegue praticando un taglio inclinato del 30 % circa su entrambi, successivamente  all’incisione a linguetta sulle due parti, esse dovranno combaciare  perfettamente tra loro, poi bisogna legarli strettamente con un nastro od elastico apposito per innesti.

 

 Le marze,  per entrambi gli innesti,  devono avere le gemme ferme, quindi possono essere prelevate anche durante le operazioni di potatura invernali, è consigliabile  trattare le marze con un fungicida a base di rame, possibilmente in polvere in pratica si dovrebbe spolverare la zona del taglio con una polvere fungicida (tra i prodotti più indicati  presenti sul mercato esiste  l’ossicloruro di rame utile per prevenire infezioni fungine); dopo aver spolverato la ferita con la polvere fungicida,  le marze vengono riunite in fasci e avvolti in un panno, per  mantenerle leggermente umide, quindi trasferite in un sacchetto di plastica chiuso e  conservate al freddo  in frigorifero o in cantina (la temperatura di conservazione dovrebbe essere di 4 °C) fino al momento dell’utilizzo.  Le marze devono essere prelevata da un ramo sano di un anno, già lignificato e vigoroso, meglio se è tra quelli più esterni della chioma, che saranno anche oggetto di potatura, scartando i rami vecchi e grossi;  in genere si prelevano con forbici o coltello da innesto con lama pulita e ben affilata.

 

 

A pezza o tassello:  si esegue tra Aprile e Maggio quando sia la pianta che il ramo da dove si preleva la pezza  sono in succhio. La gemma è attorniata da una porzione di corteccia quadrangolare delle stesse misure o leggermente maggiore della corteccia asportata dal portainnesto. Incastrare la pezza nel portainnesto e legarla con un elastico, dopo 2 settimane circa slegare l’elastico.

 

esempio di innesto nell'ulivo
esempio di innesto nell’ulivo
esempio di innesto nell'ulivo
esempio di innesto nell’ulivo

 

Ultime raccomandazioni prima di cimentarsi nell’innesto nell’ulivo: avere attrezzi sempre ben affilati e disinfettati (**); nelle zone soggette a vento forte, inserire le marze o le pezze in modo da dare le spalle al vento, per evitare  il verificarsi di scosciature (separazione o spaccatura della marza dal portainnesto ).

 

Questo articolo è stato scritto interamente grazie a contributi di un paio di olivicultori che hanno molta esperienza in questo tipo di innesti. Le due foto sono state fatte da Antonio Marguglio su alcuni suoi ulivi innestati.

Buon olio a tutti! 🙂

 

** Disinfettare gli attrezzi è molto importante per non fare espandere il batterio della rogna nelle piante di ulivo (vedi articoli sulla rogna ). Per questo è bene usare i sali quaternari di ammonio.

Se non trovate questo disinfettante nei negozi tradizionali fate come me che l’ho comprato on line: 

confezione 1 litro disponibile su eBay;

confezione da 5 litri (molto più conveniente ) disponibile su eBay;

8 opinioni riguardo a “Innesto nell’ulivo: quando, come e perchè farlo

    1. Grazie per il tuo commento, diciamo che nel nostro articolo siamo partiti a parlare di innesti da piantine selvatiche di olivastro nate da semi germogliati.Questo per far produrre olive più grandi e con resa maggiore rispetto a quelle piccoline degli olivastri.
      Poi ci sono altre possibili motivazioni come poter inserire una nuova cultivar in un uliveto o ad esempio mettere un impollinatore per cercare di far fiorire meglio i nostri ulivi.

  1. gradirei un commento e sapere cosa pensate dell’innesto su l’ollivo praticato in puglia con il trapano a proposito io questa mattina o voluto sperimentarlo su un selvatico di agrume spero di riuscire visto che è più semplice almeno per me

    1. Ciao Mario grazie per averci scritto.Sinceramente su quell’innesto ne so poco e non ho esperienze in merito.Ho visto che nella zona del Salento stanno provando a usrlo.Magari più avanti riesco ad essere più preciso sulle percentuali di attecchimento. Fammi sapere pure tu se ha una buona riuscita. A presto ciao.

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