Muretti a secco: regole per costruire

Con questo articolo definiamo altre regole generali per costruire muretti a secco.

Abbiamo ricostruito un muro crollato in 2 momenti distinti. La prima parte organizzando un corso che ci ha portato ad innalzare le fondamenta e circa un metro di muro e la seconda lavorandoci mesi dopo il corso.

Se non lo hai letto il primo articolo clicca qui per vedere e capire tutta la prima parte di lavoro( scavo, fondamenta e la prima parte di costruzione ).

La nostra seconda parte di lavoro e le regole per costruire iniziano da questa foto sottostante.

Le prime nuove pietre posizionate dopo la pausa del corso.

E’ fondamentale seguire le lenze per dare la giusta inclinazione al muro (scarpa). Questo sarà il lavoro che dovrà esercitare contro la spinta del terreno.

Si parte sempre cercando una bella pietra che vada a coprire 2 o 3 pietre sotto bloccandole con il suo peso. Se per qualche motivo la pietra ha qualche spunzone sopra, con mazzetta e punta la andiamo ad “appiattire” cercando di squadrarla.

Questo lavoro serve per poi trovarci al livello successivo un piano quasi omogeneo su cui andremo ad operare. Una volta messo il sasso e fermate le 2/3 pietre sotto riempiamo tutti gli spazi con scaglie.

Tutto deve essere solido e non deve “ballare” ne muoversi. A quel punto possiamo riempire tutta la parte dietro con pietre prima e scaglie più piccole dopo fino a chiudere tutti gli spazi. Dietro ovviamente metteremo sempre le pietre più brutte e inutilizzabili in facciata.

Nel dettaglio il lavoro di riempimento che si fa dietro alla facciata.

Ricordiamoci sempre che tutte le pietre devono essere in contropendenza rispetto all’acclivio e messe con la parte più lunga perpendicolare alla facciata.

Ogni corso di pietre ha come già detto nell’altro articolo la presenza di chiavi che vanno a collegare la facciata con il terreno dietro. Se non si hanno pietre cosi lunghe se ne mettono 2 o 3 in fila per creare lo stesso effetto di una sola.

Muretti a secco: regole per costruire. In foto evidenziate dalle frecce alcune “chiavi” del muro a secco.

E’ un lavoro lento, faticoso che ma piano piano ripaga vedendo il muro crescere. Noi abbiamo lavorato in 4. Io da neofita aiutavo riempendo il muro dietro e cercando le pietre giuste da mettere davanti. Ogni tanto qualcosa di buono usciva pure dal mio lavoro!

Fasi di posizionamento delle pietre in facciata. Si cerca l’incastro in modo che niente si possa muovere.

Man mano che il muro saliva siamo arrivati ad agganciarci ai lati della costruzione pre esistente. Li è stato necessario togliere un po’ di terra per dare la giusta profondità alla nostra costruzione. Sono state inoltre tolte alcune pietre per permettere di incunearci dentro i muri laterali già in essere.

Il muro cresce e ci regala molta soddisfazione guardandolo.

A metà dell’opera mi sono reso conto di quante tonnellate di pietre ci vogliono. Una massicciata è composta infatti da tonnellate di sassi che vanno a formare la sua lunghezza e il suo spessore .

A fine giornata con la fatica fatta siamo tutti stanchi anche se di buon umore!

Il momento in cui abbiamo inserito la nostra firma ed un messaggio per i posteri nella bottiglia vuota! Bottiglia inserita poi dentro il muro!! 🙂

Dopo altri 2 giorni si arriva alla parte alta del muro. Il lavoro di squadra ci sta portando all’obbiettivo. Stiamo iniziando già a selezionare le pietre finali che useremo come “cappello” per sigillare tutto. Queste serviranno a chiusura del muro e saranno una resistenza che non farà smuovere nulla al passaggio di eventuali animali selvatici come cinghiali o caprioli.

Un’altra regola importante è che a fine giornata si da sempre un’occhiata alla facciata per chiudere eventuali spazi vuoti. Anche se il lavoro statico lo fa la massicciata dietro, anche l’estetica è importante!

Eccoci alla parte finale: si alzano le pietre che chiuderanno tutto il nostro lavoro. Il muro sarà un blocco unico e lavorerà in maniera sinergica per bloccare la spinta del terreno. Con l’aiuto di tutti abbiamo alzato e posizionato gli ultimi macigni.

Il posizionamento degli ultimi macigni seguendo la lenza per avere la stessa altezza finale.

Tutto deve finire stando sempre in contropendenza e bloccando le pietre sotto. Nella parte alta essendoci meno spinta rispetto al basso si possono mettere anche meno chiavi. Finalmente possiamo spargere la terra ammucchiata sopra riportando la fascia al suo antico splendore.

Fasi di spianamento del terreno ammucchiato sopra.
Ecco il muro finito. Oltre ad essere solido è anche molto bello esteticamente!

Un particolare ringraziamento va al Collettivo Milarepa per la professionalità e la serietà dimostrata nel lavoro effettuato. In loro ho ritrovato il giusto connubio tra la tradizione nel costruire i muretti a secco e gli studi e le competenze moderne.

Concludo qui questa parte sui muretti a secco e le regole per costruire. Ritengo questo tema molto importante in olivicoltura. Sono contento di essere riuscito a parlarne. Sono molte infatti le regioni come la Liguria che non hanno un territorio dove il muro a secco fa parte del paesaggio.

Chi lavora in campagna deve sapere un po’ di nozioni generali su come ristrutturare, riparare o ricostuire queste antiche opere d’arte.

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Buon olio bio a tutti! 🙂

6 opinioni riguardo a “Muretti a secco: regole per costruire

  1. Bel lavoro, complimenti.
    Una osservazione: perchè non mettere comunque del tessuto non tessuto a tergo e un condotto drenante e questo ad aumentare la durabilità e efficienza del manufatto ?
    La presenza del dreno e del tessuto non tessuto, non è invasiva ovvero vien meno ad una tecnica muraria eco-sostenibile.

    1. Ciao Walter, la tua è una bella domanda. Cmq ho visto che facendo il muro con il massimo criterio dietro nella massicciata si ha, chiudendo tutti gli spazi con pietre prima e poi piccole scaglie dopo, un effetto tipo tessuto non tessuto.Cmq non credo che il mettere questo tessuto possa inficiare il lavoro del muro. Chiederò agli artigiani dei muri a secco e ti farò avere la loro risposta. 🙂

      1. Ciao Walter,
        in merito al tuo quesito mi hanno riposto che se il muro viene ben fatto con tutti gli spazi chiusi c’è giù un effetto “rete” nel tenere la terra fuori dal muro facendo invece filtrare l’acqua durante le piogge. La rete dietro comunque durerebbe molto poco(marcendo) rispetto invece alla massicciata fatta di sassi e scaglie. 🙂

  2. Ciao a tutti!
    Innanzitutto grazie per l’articolo!
    Nell’area in cui vivo, colline umbre, la pietra è mista e scavando nel terreno ne esce molta arenaria. Secondo voi è utilizzabile per questo scopo? I muri di una volta qui spesso ne contengono. Penso che una volta inserita saldamente in un muro, a secco e non, possa avere una discreta durata. Cosa ne pensate?
    Grazie e saluti

    1. Ciao Natalie, ho appena girato la tua domanda ai ragazzi del Collettivo Mila Repa.Vediamo cosa ci risponderanno.Ti aggiorno presto.

      1. Ciao Natalie, ho chiesto e questa è la risposta al tuo quesito: se queste pietre sono solide e non friabili vanno benissimo.In Liguria le pietre di arenaria sono dure e quindi ben usabili per fare muri a secco! Un caro saluto.

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