Operazioni colturali da fare dopo la raccolta delle olive

Vediamo che cosa è opportuno fare una volta finita la produzione dell’olio per preparare l’uliveto alla prossima stagione. In attesa dell’inverno è consigliabile predisporsi per le operazioni colturali che è importante fare.

La prima cosa da fare è disinfettare le ferite fatte durante la raccolta con abbacchiatori o agevolatori .

I microtraumi infatti sono piccole ferite che possono fare entrare batteri come quello che causa la Rogna .

Un trattamento con un prodotto rameico aiuta a disinfettare. Per restare sempre nell’ottica di prodotti a basso impatto fitotossico vi consiglio un rame chelato o una miscela di propolis alcoolico (diluzione dallo 0,25 ad un massimo dello 0,50% )e acqua. Ad entrambe le due soluzioni può essere aggiunto un macerato di ortica che è ottimo come concime fogliare essendo molto ricco di potassio, fosforo, ferro, vitamina A, vitamina C, calcio (vedi nel fondo dell’articolo come si prepara). In questo trattamento si può pure abbinare anche un decotto di equiseto.

E’ molto importante nei trattamenti che facciamo per via fogliare irrorare anche la parte interna della foglia dove ci sono gli stomi e i peli stellari.

Questa estate siccitosa ha sicuramente messo a dura prova gli uliveti in aridocultura. Le piante hanno portato i frutti a maturazione ma con un notevole sforzo causando un  consumo di nutrienti e riserve accumulate. In condizioni normali la maturazione anche in condizioni irrigue porta al consumo principalmente di azoto, fosforo e potassio.

Vediamo quindi come dare al terreno ciò che è stato consumato per produrre le olive con i diversi tipi di concime utilizzabili in agricoltura biologica.

Cornunghia

È un concime dall’alto potere fertilizzante, uno dei più ad alto titolo d’azoto,  con percentuali che si aggirano intorno al 13-14 %.
La caratteristica principale è la lentezza nella cessione di questo elemento che accompagna positivamente le piante nella nuova stagione, per tutto il periodo vegetativo. Dopo 2 o 3 anni che si usa questo prodotto le piante hanno azoto a disposizione per le seguenti fasi:

  • riserve da immagazzinare prima del riposo vegetativo (da usare al risveglio ancora prima che riparta l’azione metabolica e la fotosintesi);
  • ripresa vegetativa e crescita dei nuovi germogli;
  • differenzazione a fiore e successiva crescita dei fiori;
  • allegagione e crescita frutti;
  • indurimento del nocciolo e fase di sviluppo dell’embrione dell’oliva.

La ragione di questa lenta cessione nella cornunghia sta nella progressiva decomposizione di particolari proteine: le cheratine che sono la componente principale di capelli e unghie.

Inoltre questo concime garantisce i principali benefici di un concime organico ovvero la proliferazione e il miglioramento della funzionalità della microflora e della microfauna che costituisce la base per il miglioramento dell’humus.

Lupino

Il lupino tritato ha in se grandi quantità di azoto che viene rilasciato lentamente nel terreno così da supportare la crescita delle piante in modo ottimale. E’ anche questo a lenta cessione . La materia organica di cui è composto migliora le caratteristiche fisiche e biologiche del terreno. E’ una valida alternativa alla cornunghia soprattutto se abbiamo animali domestici (cani)

Sangue di bue

l sangue di bue è un concime molto ricco di azoto e viene usato per la concimazione delle piante da fiore e quelle sempreverdi. Va somministrato soprattutto durante la formazione dei germogli  (anche per via fogliare a dosaggi molto blandi )e durante lo sviluppo dei fiori.

La dose ideale  è di un misurino ogni dieci litri di acqua. Il sangue di bue va, infatti, somministrato assieme all acqua per l’irrigazione. Si può usare anche nei casi di ingiallimento fogliare; grazie  alla presenza di chelati di ferro, questo concime possiede immediate proprietà di rinverdimento delle foglie.

Macerato di ortica

L’ortica è particolarmente ricca di potassio, fosforo, ferro, vitamina A, vitamina C, rame e zinco e calcio.

Per preparare il macerato di ortica (raccolta prima della fioritura) basta 1 kg di ortica (oppure 150-200 g di ortica essiccata) per ogni 10 litri di acqua. Mettere le foglie  e i rami tritati in acqua. Si lascia in fermentazione il tutto per due settimane in un luogo caldo ma dove non batta il sole diretto. Quindi si filtra e si diluisce circa 1 litro per ogni 10 litri di acqua e si somministra come concime organico. Per aumentare la potenza di questo composto si può aggiungere qualche cucchiaio di zucchero, lievito madre o miele e melassa. Tutto questo serve a far sviluppare microrganismi ” buoni” che agiranno da miglioratori di questo concime naturale. Ovviamente nulla vieta di mischiarlo con compost, letame maturo o altre fermentati. Può essere usato sia come concime per il terreno che come fogliare da dare sulla chioma degli ulivi.

Fondi di caffe

E’ un residuo ricco di azoto e di fosforo. Questo scarto organico può anch’esso essere usato mettendolo prima a macerare per una giornata e spargendolo dopo sotto la chioma oppure usandolo durante un’innaffiatura. Anche gli scarti del  caffe possono essere mischiati nel compost o ad altri macerati.

Vinaccia

La vinaccia è quello che resta della buccia dell’uva dopo che è stata spremuta per fare il vino. La vinaccia può essere destinata direttamente sul campo unita al letame. Ricca di fosforo, potassio, magnesio, calcio, silicio e azoto è un perfetto nutrimento per gli ulivi . Grazie al suo elevato contenuto di potassio è particolarmente indicata per concimare.  Anche questo scarto naturale può essere mischiato nel compost o ad altri macerati e potenziato (vedi macerato di ortica )

Bokashi

E’ un composto realizzato in ambiente anaerobico, cioè in assenza di ossigeno. Il segreto del bokashi è che continua la proliferazione dei microrganismi anche quando viene somministrato sul terreno stimolando la flora batterica presente in loco, arricchendo così di nutrimenti lo spazio che va a fertilizzare. Va realizzato dentro contenitori a chiusura ermetica che abbiano un rubinetto per espellere il colaticcio. La base del compost è fatta da scarti di cucina (non di derivazione animale), scarti di giardino, erbe infestanti e frutti marci. E’ importante usare acqua senza cloro o in assenza di questa lasciare riposare l’acqua del rubinetto qualche giorno prima di iniziare a fermentare. Si può aggiungere anche crusca e cerali. Il bokashi vuole il caldo e matura in 3 settimane se tenuto tra i 18 e i 25 gradi centigradi. Il compost ottenuto si utilizza subito sul terreno diluito nella misura di 10 ml per litro di acqua. Il suo utilizzo è sia per via fogliare unito magari ad altri preparati o prodotti che possano fornire nutrienti alle piante oppure usato da solo magari durante una irrigazione o assieme alle concimazioni.

 

tabella letame
Valori di azoto,fosforo e potassio del letame.Ottimi indicatori per le operazioni colturali da fare ( concimazione )

Letame

Il letame è un’ottimo concime sia per l’orto che per il nostro uliveto. La tabella sopra ci fa capire  gli apporti  che ha in azoto, fosforo e potassio. Alcuni letami più forti come la pollina o quelli di altri animali possono essere spenti in acqua fredda per alcuni mesi come si faceva ad esempio in toscana con il “brodolone “. Questo preparato è una sorta di liquido ricco di guano e di acqua con il quale fare delle concimazioni. Preparato in questo modo ha il vantaggio di avere un’efficacia temporale e di assorbimento maggiore sulle piante rispetto ad altri concimi. Si prepara in un luogo fresco mettendolo in un contenitore o in una vasca e diluendo il letame in acqua inserendolo in un sacco di juta. Il tempo necessario per prepararlo è di circa due settimane. Il liquido che fuoriesce dal sacco riempito di guano sarà un ottimo fertilizzante per gli ulivi.

Cenere

La cenere di legna possiede un’altissima quantità di potassio( mediamente 10-11% in K2O ),ha anche un buon titolo di fosforo (2-5% in P2O5) e una quantità piuttosto limitata di microelementi (ferro,rame,boro,magnesio,etc etc).

 Tutti i microelementi sono molto utili allo sviluppo dei vegetali che cresceranno sul nostro terreno.

Cover Crops

Sono colture di copertura del terreno. A seconda delle specie di semi che useremo possono apportare azoto, avere un’attività biocida e incrementare l’humus della struttura del suolo. Per approfondimenti rimando all’articolo dedicato cliccando qui .

Scarti di potatura tritati o segatura

Sono a mio parere un ottimo ammendante per il terreno. Si decompongono velocemente e in pochi mesi creano subito uno strato di Humus che va a migliorare la fertilità del suolo. Gli scarti di potatura sono un ottima risorsa che invece di essere bruciata può essere subito ridata al terreno per migliorare la sua struttura.

Aiutano a creare una terra fertile e sciolta soprattutto in zone dove si hanno terreni a prevalenza  argillosa. L’investimento di un bio trituratore va valutato attentamente nella gestione di un uliveto. Va detto che è un utile strumento e che il suo costo si ammortizzerà in diversi anni con tutto il trinciato che andremo a produrre.

Sottolineo un aspetto secondo me molto importante che è quello di evitare di dover accendere fuochi in uliveto.

Ci sarebbero ancora moltissimi altri ammendanti da poter usare in olivicoltura ma direi che ne abbiamo già elencati abbastanza.

Ricordatevi queste operazioni colturali di cui abbiamo parlato. Non vanno mai tralasciate.

Prima di chiudere voglio porre la vostra attenzione sul fatto che eventuali carenze di nutrienti possono far determinare anomalie nel ciclo produttivo dell’ulivo. I principali problemi sono anomalie nella produzione del fiore, minore fioritura, aborto dell’ovario e soprattutto minore allegagione. L’azoto viene usato dall’olivo in tantissime fasi del suo ciclo di vita (differenziazione delle gemme, crescita dei germogli, formazione dei fiori, allegagione, crescita dei frutti fino allo sviluppo dell’embrione dei frutti.

Quindi attenzione a non sottovalutare le carenze nutrizionali e la giusta concimazione

Buon olio bio a tutti.

 

 Fonti Wikipedia e altri articoli presi in rete

6 opinioni riguardo a “Operazioni colturali da fare dopo la raccolta delle olive

    1. Io consiglio solo di trinciare il favino e lasciarlo sul suolo come pacciamatura e per apportare materiale organico al terreno.Le radici resteranno nel terreno per apportare azoto all’uliveto.

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