Travasare l’olio: a cosa serve e come farlo

Scopri se anche tu sei tra le persone che fanno errori nel travasare l’olio leggendo questi utili consigli che andiamo subito a trattare.

Bottiglie scure per conservare l'olio
Bottiglie scure per conservare l’olio

Produrre olio di oliva è molto faticoso, ma quando si vede uscire il “succo” del nostro lavoro al frantoio la stanchezza  passa quasi del tutto. Personalmente  è così.  L’esplosione degli odori dell’ olio uniti al colore di  quel getto dorato che finisce nel  fusto mi fa letteralmente impazzire.

Tutto inizia lì dove le olive vengono macinate. Sia che tu sia un piccolo produttore sia che tu abbia comprato un buon olio biologico prodotto nella nostra splendida Italia.

L’olio dopo già qualche giorno dalla sua molitura rilascia  sempre dei sedimenti che si depositano sul fondo. Questi non sono altro che ” particelle vive ” che si trovano nel liquido e che vanno poi a precipitare sul fondo. Per questo  andranno poi eliminate travasando l’olio.

E’ importante capire che se al’inizio questi sedimenti non provocano nessun problema già dopo qualche mese iniziano a fermentare  creando piano piano irrancimento e facendo incrementare l’acidità . Ciò aumenta maggiormente se le temperature iniziano a salire.

I sistemi di filtraggio usati sono molti, da quelli tradizionali fai da te con cotone o ovatta messa nell’imbuto ad attrezzi professionali che non sono altro che imbuti con filtri già pronti tipo questo imbuto con filtro incorporato

Io personalmente ho sempre fatto un filtraggio per decantazione a circa 30/40 giorni dalla macinazione delle olive e poi un successivo travaso per eliminare i sedimenti verso aprile  o maggio quando le temperature salendo iniziano a scaldare l’aria .

Non vi nascondo che quando ero agli inizi nel campo olivicolo mi capitava di fare qualche errore. A giugno mi ricordavo di avere ancora qualche damigiana da travasare. Per fortuna ho sempre tenuto tutto in un deposito bello fresco dove le temperature non salgono mai sopra i 18 gradi in estate e la mia golosità mi spingeva spesso a fare degli assaggi!

La temperatura ideale di conservazione è intorno ai 16 gradi ovviamente in recipienti di acciaio o di vetro (che io preferisco ) in cui ci sia poco spazio per l’aria. Infatti il contatto con l’ossigeno aumenta il  suo naturale  processo di decomposizione. Sono molti i colleghi che ora si sono organizzati per mantenere l’olio sotto azoto invece che a contatto con l’aria . Viene fatto soprattutto da chi esporta all’estero e cerca con questo sistema di mettere al riparo il suo olio da sbalzi di temperatura che possono esserci nei lunghi trasporti.

Io  prediligo ancora il sistema “antico” senza azoto. Cerco man mano che inizio a  travasare l’olio di lasciare sempre pochissima aria nel recipiente in cui verso il mio Evo. Faccio ciò in modo da rallentare al massimo il contatto tra i due. Ricordatevi sempre questo semplice e utile accorgimento!

Dopo queste considerazioni  sono sicuro che avrete  capito che iprincipali fattori da tenere sott’occhio sono la luce e la temperatura che possono compromettere le principali qualità organolettiche. Quindi se staremo attenti a questi due elementi  avremo sempre un prodotto di qualità e che avrà perso molto poco del suo gusto e sapore nel tempo.

Buon olio bio a tutti! 🙂

 

14 opinioni riguardo a “Travasare l’olio: a cosa serve e come farlo

    1. Grazie a te Dag.Diciamo che ho chiuso gli occhi qualche secondo, immaginato di essere al frantoio e mi è venuto di getto la prima parte di articolo.Sensazioni pure! 🙂

  1. Tutto giustissimo, a parte una cosa: l’uso delle damigiane di vetro che sono pericolosissime perchè possono rompersi con estrema facilità facendo perdere tutto il prodotto! Consideriamo che durante le operazioni di travaso può succedere di avere le mani unte per cui la presa col vetro della damigiana diviene ancora più difficile. Sicuramente da preferire i contenitori in acciaio inox che proteggono anche l’olio dalla luce. Per piccole produzioni vanno benissimo i bidoni con cui si trasporta l’olio a casa. L’olio, specialmente se frutto del proprio lavoro è troppo prezioso per rischiare di perderlo!

    1. Ciao Fulvio, grazie per aver commentato.
      Il vetro delle damigiane come giustamente tu dici è più pericoloso rispetto ai contenitori in acciaio inox. Io ho trovato una ditta che mi ha fornito damigiane in vetro con rubinetto e le sto testando. Ho infatti una piccola parte di olio in queste.C
      Sono molte le persone che hanno problemi di intolleranza al nichel e mi chiedono di avere olio conservato in vetro.

      1. Il mio intervento non era per far polemica, come non lo sono mai stati i miei interventi nel gruppo fino a che non mi hai cacciato, ma solo per mettere in guardia produttori inesperti che rischiavano di veder svanire tutto il frutto del proprio lavoro. Al frantoio sono all’ordine del giorno i racconti di persone a cui si sono rotti i contenitori in vetro (ad alcuni si sono rotti in macchina ed hanno dovuto sostituire tutta la tappezzeria). Se uno ha problemi di intolleranza verso alcuni componenti dell’acciaio inox, certo che il vetro può essere una valida alternativa, ma per tutti gli altri mi sento di sconsigliarlo nel modo più assoluto.

        1. La tua critica al mio articolo non mi disturba Fulvio, anzi è utile per approfondire e sviscerare meglio l’argomento. In merito alla tua uscita dal gruppo è avvenuta per le tue eccessive critiche alle nostre metodologie colturali, accettiamo che altre persone la pensino in maniera differente da noi e siamo sempre disponibili al confronto per trovare una soluzione ancora più giusta. Purtroppo spesso vediamo attacchi da parte di chi coltiva con tecniche chimiche e tradizionali (come nel tuo caso) dove l’unico pensiero è quello di risparmiare sui costi a discapito della salute e della natura. Un gruppo per noi è dare condivisione di ogni conoscenza e “trucco” per riuscire meglio a coltivare e produrre in maniera sana. Se ti senti di cambiare atteggiamento e portare anche tu un piccolo valore aggiunto nel nostro gruppo sei il benvenuto da ora!

          1. complimenti per i consigli che mi trovano d’ accordo confermano le mie pratiche,per quanto riguarda l’uso delle damigiane ho avuto due venature che per fortuna ho visto in tempo salvando quasi tutto. mi piace il ritorno alle giare che sicuramente hanno stabilizzazione termica superiore

          2. Ciao Aldo Emilio, sono contento tu abbia trovato utili i miei consigli. Il vetro è molto bello ma purtroppo molto fragile…Chi non ha mai avuto problematiche come quella che riporti tu? 🙂

    1. Grazie Giorgio. Poi comunque come tutte le cose si può sempre arricchire questo articolo facendo degli aggiornamenti.

  2. …e per il mio, che definisco “oro giallo”, oltre che ai contenitori inox ricorro ad un paio di “giare” in terracotta specialmente quando prevedo l’uso oltre l’anno. Comunque un sentito grazie a voi tutti per le valide indicazioni (ammetto di non aver mai pensato al travaso che in effetti ritengo pratica indispensabile).

    1. Ciao salvatore, mi fa piacere se riusciamo a dare qualche nuova indicazione utile! Che dire sulle giare in terracotta? Sicuramente stupende.Quando hai voglia e tempo posta qualche foto!! A presto!

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